Certificazione del credito d’imposta R&S: la certificazione oggi rappresenta per molte imprese una delle opportunità più ricercate, una leva concreta di competitività.
La certificazione del credito d’imposta R&S è diventata uno degli strumenti più rilevanti per le imprese che investono in ricerca, sviluppo e innovazione. E’ una valutazione tecnica qualificata sulla corretta classificazione delle attività svolte o da svolgere, utile a rafforzare la tenuta del credito.
Sommario
Che cos’è
Quando può essere richiesta
Come funziona la procedura
Cosa non sostituisce
Perché è una scelta strategica
CHE COS’È
La certificazione è uno strumento pensato per dare certezza operativa alle imprese. In concreto, attesta la qualificazione degli investimenti effettuati o da effettuare, così da verificarne la corretta classificazione tra attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica. La disciplina è stata introdotta dal Decreto MIMIT del 4 luglio 2024 e per accedere al credito è fondamentale qualificare correttamente i progetti e dimostrare che le attività svolte rientrino davvero nel perimetro agevolabile.
QUANDO PUÒ ESSERE RICHIESTA
La certificazione può essere richiesta sia per investimenti già realizzati sia per investimenti ancora da realizzare. È però uno strumento preventivo o, comunque, da attivare prima che il contenzioso prenda forma: la legge stabilisce infatti che non possa essere domandata se le violazioni relative all’utilizzo del credito sono già state constatate oppure se sono già iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento formalmente conosciute dall’impresa. Proprio per questo è utile muoversi per tempo, soprattutto quando il progetto presenta profili tecnici complessi o aree interpretative non immediate.
COME FUNZIONA LA PROCEDURA
La procedura passa dalla piattaforma informatica del MIMIT. L’impresa accede con identità digitale, inserisce i propri dati, carica il progetto e seleziona dall’Albo il certificatore incaricato. Il sistema genera quindi la “Notifica di incarico”, che deve essere firmata dal legale rappresentante dell’impresa e dal certificatore, poi ricaricata in piattaforma. Dopo i controlli formali, l’impresa effettua il pagamento dei diritti di segreteria. Da quel momento la domanda entra nello stato di certificazione in corso. Il sistema oggi è pienamente operativo e si inserisce in un quadro di vigilanza strutturato, anche attraverso lo scambio di informazioni tra MIMIT e Agenzia delle Entrate.
COSA NON SOSTITUISCE
La certificazione tecnica non elimina gli altri oneri documentali. Restano infatti essenziali la certificazione contabile dei costi, la relazione tecnica asseverata, la separazione analitica dei progetti e la tracciabilità delle spese. Non basta affermare che un progetto sia innovativo: occorre dimostrarne contenuto tecnico, metodo, incertezza affrontata, risultati attesi e coerenza con il perimetro normativo. La necessità di predisporre una documentazione tecnica e progettuale solida, coerente e tracciabile. La certificazione, quindi, rafforza la posizione dell’impresa, ma funziona bene solo se inserita in un impianto documentale completo.
PERCHÉ È UNA SCELTA STRATEGICA
Per aziende che sviluppano prototipi, software, nuovi processi industriali o soluzioni ad alto contenuto tecnico, la certificazione è uno strumento di certezza operativa: aiuta a qualificare correttamente i progetti, a costruire un fascicolo tecnico più robusto e a dare maggiore solidità alla fruizione del credito. Per le imprese che investono in innovazione, la certificazione è uno strumento di tutela, chiarezza e valore.
Oggi la vera differenza non la fa solo l’idea innovativa, ma la capacità di documentarla in modo rigoroso, coerente e verificabile.
E’ possibile consultare il nostro sito e contattaci allo 0825-459588.




